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VALENZA DEL REIMPIEGO: IL CASO DI EFESO

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image of Late Antique Archaeology

Il reimpiego del materiale di spoglio ha caratterizzato l’attività edilizia a partire dall’età tardoantica. Al fenomeno si è riconosciuto finora un significato prettamente ideologico, per noi limitativo, perché basato non di rado sulla esclusiva osservazione di contesti monumentali cristiani. In questo contributo ci siamo proposti di verificare, attraverso le testimonianze archeologiche di complessi monumentali ‘laici’, nel caso particolare di Efeso ed altri siti dell’Asia Minore, se sia corretto riconoscere alla base del reimpiego di spolia motivazioni di natura unicamente ideologica, ad esempio leggendo nell’uso di spolia una rivalutazione del passato pagano, eventualmente con reinterpretazione in chiave cristiana, o, al contrario, non vi siano stati motivi più concreti. Nel contesto di tale indagine la scelta di Efeso non è stata casuale. La ricca documentazione che il sito presenta consente, infatti, di poter analizzare il reimpiego sotto le sue molteplici sfaccettature. Infatti, le differenti modalità con le quali gli spolia furono reimpiegate, nel corso dell’intensa attività edilizia che caratterizzò la città per ben due secoli, dal IV al VI, hanno permesso di riconoscere non solo quanto limitativa sia la sola interpretazione ideologica del fenomeno, ma, soprattutto, di evidenziare, almeno per questa prima fase, un significato più funzionale, se vogliamo utilitaristico.

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2003-01-01
2016-12-10

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